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Resultaten voor 'esther kinsky'
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Verder kijken
Op reis door het zuidoosten van Hongarije belandt de hoofdpersoon in een bijna uitgestorven plaatsje. De overgebleven bewoners denken vol weemoed terug aan de tijd dat het sociale leven in hun dorp nog bloeide en de mozi, Hongaars voor bioscoop, het bruisende middelpunt vormde. Zoals zoveel voorzieningen is de mozi al lang gesloten, maar het gebouw staat er nog. Aangespoord door de bewoners en gedreven door haar enthousiasme voor de cinema in het algemeen probeert de hoofdpersoon deze mozi weer tot leven te wekken. Of dat ook lukt? 'Verder kijken' is een ode aan de bioscoop, dat magische oord waar je samen in het donker van alles beleeft, collectief en toch anoniem, een unieke sensatie. En het roept de vraag op wat er verloren gaat nu deze gezamenlijke ervaring steeds meer plaatsmaakt voor het individuele kijken.
€ 24,99 -
Langs de rivier
Een vrouw verhuist naar een buitenwijk van Londen, een buurt met veel immigranten. Allemaal spreken ze een andere taal en verhouden ze zich op hun eigen manier tot de stad. Ook zij is een vreemde. Als buitenstaander observeert ze het leven en de omgeving. Ze maakt lange wandelingen langs de rivier de Lea en ziet hoe stad en land in elkaar overgaan, elkaar vormen, hoe mensen uit de hele wereld er als een stroom doorheen trekken en om elkaar heen cirkelen. Dat alles tegen de achtergrond van de Europese geschiedenis, van de kleine en grote verhalen die mensen elkaar vertellen, en van de essentiële vraag hoe je als mens in dat geheel je plaats kunt vinden. ‘Als Langs de rivier je doet denken aan het werk van W.G. Sebald, die zijn eigen literaire rafelranden tussen geografie en geschiedenis, tussen autobiografie en fictie in kaart bracht, dan heb je gelijk. Het is doordrongen van dezelfde melancholische toon, en dezelfde geesten van de Europese geschiedenis dreigen aan de horizon. Maar Kinsky is meer in mensen geïnteresseerd dan Sebald en staat meer in contact met de moderne stad en haar bewoners. Dit boek is een genot om te lezen vanwege de nauwkeurige beschrijving van landschap en weer, en vanwege de belangstelling voor de ballast in het leven van anderen die we gewoonlijk over het hoofd zien.’ – The Guardian ‘Of Kinsky nu dingen, haar onbekende mensen of landschappen beschrijft, de overdadige liefde waarover ze beschikt wordt zichtbaar in de empathische taal waarmee ze haar wereld beschrijft.’ – Süddeutsche Zeitung Vertaald door Josephine Rijnaarts
€ 24,99 -
die ungerührte schrift des jahrs
Der erste Lyrikband von Esther Kinsky jetzt in einer neuen Ausgabe. Der beeindruckende Band der großen, mit unzähligen Preisen ausgezeichneten Autorin enthält 47 Gedichte, in denen sie an den Ort ihres ersten Romans Sommerfrische zurückkehrt. In lakonischen, knappen Versen entfaltet sich eine auratische Welt, die den Leser mit der Melancholie von Vergänglichkeit und Einsamkeit verzaubert und ihn mit der darin aufblitzenden Ahnung von Ganzheit und Vertrauen in den Sinn der Dinge beglückt. 'So viel Zaubermacht hat die Sprache, denn es ist ja nur Schrift, schwarz auf weiß, wie die kahlen Zweige im Schnee, wie der Flug der Schwalben unter frostschweren Wolken - ein Wunder.' - Bettina Hartz
€ 20,00 -
Rombo
«In seguito, tutti parleranno del rumore. Del rombo. Con cui è iniziato.» Il 6 maggio 1976 un violento terremoto colpisce il Friuli, squarciando il paesaggio e l¿esistenza di chi lo abita. A rievocare quei giorni sono sette abitanti di una valle nell¿estremo nord-est della regione. Uomini e donne all¿epoca già adulti o ancora bambini di cui ricostruiamo le vite in un¿arcaica comunità montana di origini slave, con la sua peculiare identità linguistica e storica, le sue suggestive tradizioni, il suo retaggio di terra povera e di confine dove si sognava di fuggire o di vedere il mare, dove si emigrava per lavoro e si ritornava con nostalgia. Una terra di leggende in cui il terremoto ha origine dal mostruoso Orcolat o dalla Riba Faronika, la possente sirena a due code. Alle voci umane che raccontano un mondo antico di colpo travolto dalla paura fanno da controcanto le voci della natura attraverso una vivida descrizione del paesaggio carsico, dai fiori agli uccelli ¿ i soli viventi immuni al terremoto ¿ fino alle rocce che nei loro strati e colori conservano traccia dei movimenti millenari della terra. Così la memoria dell¿uomo, che tenta di ricostruire con le parole quello che è andato distrutto, che cerca segni premonitori nelle ore precedenti al sisma per non rassegnarsi alla propria impotenza, che va modellandosi nel tempo insieme alle ferite, sembra confrontarsi con la memoria geologica. In un mosaico narrativo che riesce a combinare scienza e poesia, "Rombo" racconta la precarietà dell¿esistenza e il senso profondo del ricordo mettendo a confronto ciò che passa e perisce per sempre e ciò che rimane, sottoposto a incessante mutamento, in natura come nella memoria. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.
€ 31,50 -
Sul fiume
Il fiume scorre lento e placido. C'è una donna sulla riva. Non sappiamo il suo nome, non sappiamo la sua storia: sappiamo solo che si è trasferita a Londra da poco e che occupa i giorni con lunghe passeggiate lungo il fiume Lea, che lambisce la periferia della città. Insieme a lei, lungo la riva, i personaggi più disparati: ebrei ortodossi, fruttivendoli tedeschi, un ex artista circense. E come le calme acque del Lea, scorrono anche i ricordi della protagonista: le sue reminiscenze delle fotografie e delle immagini del suo passato e dei fiumi che hanno segnato la sua vita. Il Reno lungo cui è nata, il San Lorenzo nel grande nord, l'Hughli che sfocia nel Gange maestoso. Esther Kinsky si dimostra erede diretta di W. G. Sebald e della sua sensibilità unica per il paesaggio e le sue sfumature, in un romanzo che si fonde col memoir, in cui è impossibile scindere ricordo e invenzione letteraria, autrice e personaggi.
€ 41,50 -
Macchia. Il romanzo dei luoghi
Quando M., il suo compagno, muore, Esther Kinsky decide di partire comunque per il viaggio che avevano organizzato in Italia. Un¿Italia lontana dagli stereotipi e dalle cartoline, dalle piazze affollate di turisti, dalle vie dello shopping. È un¿Italia, quella che Esther Kinsky visita, immergendosi in profondità nello spirito di ogni luogo per coglierne il mistero nascosto, fatta di villaggi e vigneti, di cimiteri, di vecchi ponti di pietra; un¿Italia che vive nelle voci delle persone che la popolano e nei versi degli animali e dei fiumi che la attraversano, descrivendo una geografia insieme fisica e interiore. Parte diario di viaggio e parte narrazione intima che cerca nei luoghi un rispecchiamento dell¿anima, Macchia ¿ memore della lezione di Thoreau e del suo Walden ¿ è la testimonianza lirica di un¿anima nuda di fronte al dolore della perdita e alla bellezza della scoperta, un pellegrinaggio e una catarsi, da cui si esce con uno stupore sincero e profondo per la capacità di Kinsky di scovare l¿universale nel più piccolo dei dettagli: un¿arancia al mercato, una foglia, un ricciolo di nuvola. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.
€ 39,50 -
Di luce e polvere
'Mozi' recita l'insegna di un edificio abbandonato in un paesino dell'Ungheria. Significa 'cinema' e cattura lo sguardo della narratrice di questa storia. Straniera in viaggio nella vasta piana ungherese, che appare come una terra incantata di orizzonti infiniti e nostalgia, non resiste all'impulso di comprare il cinema in disuso che è stato un tempo il centro vitale del villaggio. E ricostruendo la storia romantica e leggendaria dell'uomo che lo aprì nel dopoguerra, lo rimette in funzione con l'aiuto di personaggi degni dell'impresa donchisciottesca, come Józsi, l'ex proiezionista ora meccanico di biciclette, e la moglie Ljuba, che di lui si innamorò quando un fulmine interruppe la proiezione del suo film preferito. Così il dimenticato Mozi riprende vita, con un accurato programma d'autore per un pubblico pressoché inesistente, con le foto incorniciate delle stelle del passato e il glorioso diploma vinto a un concorso socialista del 1975, con le pellicole recuperate per i suoi imponenti proiettori novecenteschi e il loro prodigioso fascio di luce. Esther Kinsky intreccia una storia tra realtà e fiaba, ricca di richiami ai grandi maestri del cinema, a un'accorata riflessione su quello che il cinema come luogo fisico è stato per meno di un secolo: una finestra magica che ampliava lo sguardo e accendeva sogni, uno spazio protetto dal mondo che offriva un'esperienza comunitaria condivisa, oggi sostituita dalla privatizzazione delle esperienze. E il suo racconto diventa un atto di resistenza poetica al tramonto del 'grande tempio delle immagini in movimento'. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.
€ 31,50 -
Rombo
Rombo on maaginen kuvaus Koillis-Italiassa touko- ja syyskuussa 1976 tapahtuneista kahdesta maanjäristyksistä, joissa tuhannet menettivät henkensä - kymmenien tuhansien joutuessa jättämään kotiseutunsa - ja järistysten vaikutuksesta Friulin alueen elämään. Keskiössä ovat vuoriseudun monikerroksinen maisema ja seitsemän kyläläisen tunnustukset; yritys sopeutua tapahtuneeseen ja olla muistamatta sitä. Romaanin nimi juontuu il rombo-ilmiöstä; syvästä ja tuntemattomasta jylinästä, joka kuuluu ennen järistystä ja syöpyy tajuntaan lopullisesti. Kylän asukkaille il rombo on akustinen arpi, jonka äärellä kollektiiviset ja yksilölliset traumat kasautuvat ja niihin lomittuvat kirjassa nimettömän kertojan etnografiset päiväkirjamerkinnät maastosta, floorasta ja faunasta sekä myyteistä. Kyläläisten historia laajenee mm. nummien orkidean tutkimiseen ja Riba Faronikan arvoituksen äärelle. Valokuvilla ja löydetyillä esineillä on tärkeä roolinsa. Jokaista lukua alustavat mustavalkoiset kuvat Venzonen katedraalista löydetystä freskosta, joka sisältää kaiverruksia menneen aikakauden ihmisiltä, jotka halusivat jättää jäljen itsestään. Kirjailijan luoma kollaasi 'eurooppalaisesta Macondosta'; seudusta, joka kuoli, mutta jäi henkiin, edustaa kirjallisuutta, jota ei voi pyyhkiä pois tietoisuudesta, koska se on kaiken ulkoa opitun ja unohdetun ulkopuolella. Esther Kinsky (s. 1956) on Udinen kaupungissa, Pohjois-Italiassa, asuva ja työskentelevä saksalainen kirjailija ja kääntäjä. Hän saksansi vuosikymmenien ajan englantilaista, puolalaista ja venäläistä kirjallisuutta ennen debyyttiromaaninsa Sommerfrische ilmestymistä vuonna 2009. Kinskyn omaleimainen tuotanto, jota on määritelty 'maastokirjallisuudeksi' - maaston ollessa paikka, jossa häntä kiinnostaa se, mitä siellä on ja mitä sieltä voi löytää - on saanut lukuisia palkintoja - mm. W.G.Sebald-kirjallisuuspalkinto, 2020, Erich Freid -palkinto, 2020, Kleist-palkinto 2022. "Kirjailijalla on valtaisa lahjamaiseman ymmärtämiseen."Times Literary Supplement
€ 24,60 -
Happily
"Happily" ist ein Buch wie eine Wundertüte: Wenn wir es öffnen, kommen wir aus dem Staunen nicht mehr heraus. Wir folgen Eli und Noah, den beiden Söhnen der Autorin, auf ihren Abenteuern, wir begegnen Wölfen, Prinzessinnen und Stiefmüttern, Peter Pan, Alice oder Rumpelstilzchen. Poetisch und verschmitzt lässt uns Sabrina Orah Mark am Alltag ihrer Schwarz-jüdischen Patchworkfamilie im amerikanischen Süden teilhaben. Ihre Geschichten sind erfüllt von der Surrealität des Zusammenlebens, von Mutterliebe, Wärme und Verlustangst. Sie erfindet das alte Märchen neu, stellt es auf den Kopf, um die Widersprüche unserer Gegenwart zu verstehen und vom Wunder der Zugehörigkeit, aber auch von Rassismus und Bedrohtheit zu erzählen.
€ 24,00 -
Río, El
La narradora de este libro se propone seguir el trazado del río Lea, en Londres, y cada día llega un poco más lejos, aferrándose a su orilla como si fuera la cuerda de la que sujetarse al cruzar una estrecha pasarela sobre el vacío. El Lea es un pequeño río poblado de cisnes que bordea la metrópoli y sus historias marginadas, se divide en brazos minúsculos que se extienden hacia los prados y las pantanosas espesuras, se oculta bajo otros nombres a lo largo de algunos kilómetros y, finalmente, entre fábricas y autopistas, se vierte en el Támesis.Ella accede al Lea desde el este de Londres, donde se acaba de instalar de forma provisional tras romper con su vida anterior. Se aloja en un piso en el que convive con las cajas de la mudanza sin desembalar, un lugar cualquiera en el que pretende depositar su vida de un modo transitorio mientras se despide de la ciudad.Ese mundo intermedio que no es ni campo ni ciudad, esos terrenos estériles que transita se convierten ante su mirada, capaz de apreciar lo que otros ni siquiera ven, en fuente de reflexión, misterio y maravilla. Hondonadas, marismas, juncales, avefrías, alisedas, terraplenes ferroviarios, estuarios, garzas, maleza, descampados, rosales silvestres, embarcaderos, esclusas: todo tiene su papel en un paisaje cuyas claves se le van desvelando poco a poco y todo tiene, además, la capacidad de convocar los recuerdos de su infancia, a orillas del Rin. Lleva consigo una cámara con la que retrata hallazgos fortuitos, fotos que, como los territorios que recorre, siempre le deparan sorpresas en el revelado.Llena de meandros, ramificaciones y afluentes, su memoria recupera las historias de otros ríos que asimismo ha recorrido ?el Ganges, en la India; el Óder, en Polonia; el Tisza, en Hungría; el Nahal Ha Yarkon, en Tel Aviv; el San Lorenzo, en Quebec?, historias que recrea con una profunda sensibilidad a la hora de relatar los avatares de su naturaleza y sus habitantes.En este río de Kinsky también hay un acercamiento muy original a la gran ciudad, un Londres migrante visto desde la periferia, y un talento singular para especular sobre la vida de los objetos olvidados y trazar sus genealogías emocionales. La autora consigue así transformar el río y lo que ocurre a su alrededor en un lenguaje pleno de vida.
€ 25,50 -
Heim.Statt
€ 25,00 -
Notstand
»Es ist für mich genau die richtige Art und Weise, über Umgebung, über das Gelände des Lebens zu schreiben.« Esther Kinsky Eine Frau sitzt während des Lockdowns in ihrer Wohnung. Sie schaut auf den Ausschnitt vor ihrem Fenster und blickt zurück. In ihre Kindheit in einem Dorf in Yorkshire in den 1990er Jahren. Eine Zeit, in der sie alles erkundete. Eine Zeit, die sie lehrte, wie alles notwendigerweise Teil von etwas Größerem ist. Wie der örtliche Steinbruch, der zuvor Schauplatz einer Jagd zwischen einem Turmfalken und einer Wühlmaus war, nun von schweren Maschinen internationaler Konzerne zerstört wird. Wie das Nest einer unermüdlichen Kibitzin immer wieder von Traktoren zerquetscht wird und in der Blumenzucht nebenan Gastarbeiter ausgebeutet werden. Sie beginnt zu verstehen, wie belanglose Begebenheiten in ihrem Alltag in einem nordenglischen Dorf bis nach Nicaragua und China reichen und auf globale Warenketten und Klimaverschiebungen einwirken. Und wie sich in ihrem scheinbaren Idyll die Zeichen mehren, dass wir auf eine Katastrophe zusteuern. Notstand, der vielgepriesene Roman der britischen Autorin Daisy Hildyard, zeigt uns den Reichtum der Welt - die betörenden Details ebenso wie ihre weitreichende und schicksalhafte Vernetztheit. Ein stilles und großartiges Buch, in dem Mensch und Natur eins sind und in dem eine geteilte Zerbrechlichkeit alle Spezies eint.
€ 25,00