Resultaten voor 'julian barnes'

50 resultaten
  1. Departure(s)
    1. Julian Barnes

    Departure(s)

    A moving, engaging book… his [Barnes’s] humorous narrative explores the effect of time on love… a rather lovely swansong

    € 25,99
  2. Vertrek(punt)
    1. Julian Barnes

    Vertrek(punt)

    Vertrek(punt) is het aangekondigde slotakkoord van een rijk, veelzijdig oeuvre, een boek over oude vrienden en de naderende dood, over herinnering en waarheid en hoe die twee constant in elkaar grijpen. Julian Barnes op z’n best, en een absoluut hoogtepunt in het oeuvre van de schrijver van onder andere ‘Het enige verhaal’ en ‘Alsof het voorbij is’. ‘Twee dingen alvast: 1. Er komt heus een verhaal (of een verhaal binnen het verhaal), maar nog niet; en 2. Dit is mijn laatste boek.’ De jeugdliefde tussen Stephen en Jean vlamt na 40 jaar weer op; Julian heeft er opnieuw een hand in. Van het een komt het ander, en vlak daarna is hij getuige op hun trouwerij. Maar hoe betrouwbaar is Julian – als vriend, als geschiedschrijver, als verteller? Het feilbare geheugen, de ongrijpbare waarheid, de manipulaties van de schrijver: Vertrek(punt) stipt bondig maar elegant de grote thema’s aan van een heel (schrijvers)- leven. Een leven met een naderend einde, dat Barnes – geheel in karakter – stoïcijns probeert tegemoet te treden. En hoe het afloopt met Stephen en Jean? ‘Ik vertel je de rest een andere keer.’

    € 22,99
  3. Partenze
    1. Julian , Barnes

    Partenze

    "Partenze" è la storia di due amori, quello fra il giovane Stephen e la giovane Jean e quello fra il vecchio Stephen e la vecchia Jean. È la storia dell'anziano jack russell Jimmy, deliziosamente ignaro della propria caninità. Ed è la storia di uno scrittore di nome Julian, alle prese con gli scherzi della memoria, le fallacie del corpo, e quella speciale partenza a cui non segue alcun arrivo. I AM: Io Sono, naturalmente. Ma anche l'acronimo di Involuntary Autobiographical Memory, quella memoria autobiografica involontaria che, a partire da uno stimolo sensoriale (per intendersi, il sapore della madeleine intinta nel tè, nel caso di Proust), rievoca un preciso evento del passato. Illuminante corrispondenza o mero gioco linguistico? Se è vero che 'la memoria coincide con l'identità e viceversa', sembrerebbe valere la prima ipotesi. D'altra parte, un ricordo non mediato dalla volontà, e dunque dalle molte narrazioni e autonarrazioni che se ne fanno, è davvero tale? E, in definitiva, vale la pena di essere ricordato? Prendiamo il caso di Stephen e Jean - alto, allampanato, gentile studente di filosofia lui, attraente, caustica, benestante studentessa di letteratura russa lei. Julian li conosce all'Università di Oxford negli anni Sessanta, quell'epoca di libertà sessuale tanto decantata ma raramente sperimentata, e, un po' terzo incomodo un po' mezzano, li fa incontrare e innamorare. Poi la vita fa il suo corso e quarant'anni dopo Julian non resiste alla tentazione di rifarsi Cupido, 'scrivendo' un nuovo capitolo della loro unione. Nel raccontare le loro storie d'amore, la prima come la seconda, lo scrittore-demiurgo fa affidamento sulla memoria e gli appunti personali. È lecito domandarsi quale grado di verità tali supporti garantiscano alla narrazione. Anche quando deve fare i conti con la propria caducità, quando una diagnosi infausta stravolge le categorie grammaticali trasformando i suoi tempi verbali da futuro in passato, è il Julian scrittore a prendere il sopravvento. 'È stato tutto molto interessante' è il suo commento, a proposito di bagni di realtà brutali, pratiche mediche invasive, e dell'invidiabile condizione del cane di Jean e Stephen, Jimmy, a differenza di lui ignaro della propria mortalità (nonché del fatto stesso di essere cane). "Partenze" è un'opera di fantasia, ma questo non significa che non sia vera; è un libro giocoso, arguto e irriverente, ma questo non significa che non stringa il cuore a ogni pagina. 'Possiamo e dovremmo fidarci degli scrittori quando ci raccontano meravigliose bugie sui loro romanzi'. Julian Barnes lo scrive a proposito di Marcel Proust. O forse no. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.

    € 32,50
  4. Departure(s)
    1. Julian , Barnes

    Departure(s)

    € 36,50
  5. Despedidas
    1. Julian , Barnes

    Despedidas

    € 23,00
  6. Diciassette diverse possibilità di fallire
    1. Julian , Barnes

    Diciassette diverse possibilità di fallire

    'Ogni romanzo contiene al suo interno un paio di modi di fallire, - osserva Julian Barnes nella sua prefazione a questo volume, - una raccolta di dodici racconti, invece, contiene altrettante diverse possibilità di fallire'. In ciascuno dei diciassette racconti di questa selezione, provenienti dalle tre raccolte pubblicate da Julian Barnes e in gran parte inediti in Italia, questa eventualità è chiaramente scongiurata. Che metta in scena un Turgenev maturo e innamorato o un gruppo di amici che discutono del compianto piacere del fumo, il meglio della produzione breve di Julian Barnes sprigiona tutta la verve e la forza creativa di una delle penne più eleganti del nostro tempo.

    € 34,50
  7. Arthur e George
    1. Julian , Barnes

    Arthur e George

    Un piccolo villaggio inglese. Oscene lettere anonime. Un misterioso assassino che minaccia di passare dagli animali agli esseri umani. Un perfetto capro espiatorio, George, il diverso del villaggio perché di origini indiane. Sembra un caso per Sherlock Holmes. Ma a occuparsene sarà Arthur Conan Doyle e non il suo personaggio: perché questa è una storia vera. Ai cittadini di Great Wyrley iniziano ad arrivare deliranti lettere anonime in cui gli insulti si mescolano ai vaneggiamenti religiosi, un maniaco sventra cavalli e bestiame annunciando il sacrificio di venti giovanette. Serve un colpevole, serve in fretta, e George, un giovane e riservato avvocato, ha tutte le carte in regola per fare da capro espiatorio: è timido, ha un disturbo agli occhi che rende bizzarro il suo aspetto, ma soprattutto è indiano. George viene condannato ai lavori forzati ma accetta la pena con la dignità e la modestia di chi vuole solo 'diventare inglese' e confida nella legge con più fervore di tanti altri 'inglesi ufficiali'. Quando la notizia del sopruso giunge alle orecchie di Arthur Conan Doyle, il celebrato creatore di Sherlock Holmes decide di impegnarsi in prima persona per restituire a George l'onore che gli è stato sottratto.

    € 25,50
  8. Elizabeth Finch
    1. Julian , Barnes

    Elizabeth Finch

    Affascinante senza essere manipolatoria, rigorosa ma mai dogmatica, elegante seppure austera, irriducibilmente anticonvenzionale, eternamente sfuggente: così è Elizabeth Finch, docente del corso di 'Cultura e civiltà' al college. Il suo carisma e la forza delle sue idee sono destinati a segnare per sempre il modo di pensare dei suoi studenti. O almeno di uno di essi. Questa è la storia che lui ci racconta. Ma, come direbbe Elizabeth Finch, 'travisare la propria storia è parte dell'essere una persona'. Il 'Re dei Progetti Incompiuti', secondo la definizione della figlia adolescente, Neil si porta appresso un bagaglio di insuccessi lungo una vita: un'ambizione attoriale frustrata, due matrimoni falliti. Ma a quella prima lezione del corso di 'Cultura e civiltà', tanti anni prima, il giorno in cui fece la conoscenza della docente Elizabeth Finch, Neil ebbe la sensazione di essere arrivato, per una volta, nel posto giusto. Sobria nell'abbigliamento, esatta nel dire e cristallina nel pensare, fumatrice incallita e insofferente del comune sentire, Elizabeth Finch - EF per la classe - incuneò fin da subito il grimaldello del libero pensiero nelle quiete coscienze dei suoi studenti, mai trattati come 'oche all'ingrasso' da infarcire di nozioni, ma coinvolti in un continuo processo socratico di collaborazione, spesso caustico ma mai sprezzante, e fatalmente fertilizzato dall'elisir del carisma. Impossibile, per i discenti, non perdersi in congetture sulla sua inespugnabile vita privata e non restare colpiti dalle sue idee sulla Creazione: 'Il mondo è male organizzato, perché Dio l'ha creato da solo. Avrebbe dovuto consultare qualche amico: uno il primo giorno, un altro il quinto, un altro il settimo, allora sì che sarebbe stato perfetto', sull'amore: 'Esiste una parola più mistificante, abusata, fraintesa, più estensibile a livello di significati e di propositi, più contaminata dagli sputacchi di miliardi di lingue bugiarde, della parola "amore"? E c'è qualcosa di più scontato che lamentarsi di tutto questo?', sul pensiero unico: 'Monoteismo. Monomania. Monogamia. Monotonia. Niente di buono inizia con questo prefisso', o su ogni altra area del sapere e del sentire, antico e moderno. Odiarla o amarla, non c'è alternativa. Neil rientra da subito nella seconda categoria, e vi rimane per decenni dopo la fine del corso, sposando il suo metodo critico e infine facendosi carico del suo progetto incompiuto: quello sulla figura di Flavius Claudius Julianus, ovvero Giuliano l'Apostata, l'ultimo imperatore romano non cristiano, la cui sconfitta in battaglia determinò l'instaurarsi a Roma del monoteismo ai danni di tutte le altre religioni e dunque, a detta di EF, la chiusura della mentalità europea e la fine della gioia. Neil ha ormai i capelli grigi quando si addentra nelle carte della sua antica maestra e forse amica, in cerca di verità mai svelate. Eppure Elizabeth Finch l'aveva avvertito fin dall'inizio: 'Artificio, rigore, verità. Artificio non come opposto della verità ma spesso come sua manifestazione, ciò che lo rende irresistibile'.

    € 31,50
  9. L' uomo con la vestaglia rossa
    1. Julian , Barnes

    L' uomo con la vestaglia rossa

    Un viaggio affascinante in un¿epoca tanto simile alla nostra: «decadente, frenetica, violenta, narcisistica e nevrotica». Chi è l¿uomo con la vestaglia rossa che compare nel famoso dipinto di John Singer Sargent? Quel dandy «vergognosamente bello» è il dottor Samuel-Jean Pozzi, intraprendente ginecologo della noblesse parigina di fine Ottocento, instancabile uomo di scienza ed esteta decadente. Seguendo le sue tracce Julian Barnes ci porta nella rutilante Belle Époque europea, fra le celebrità che la animano, da Gustave Flaubert a Oscar Wilde, da Sarah Bernhardt a Edmond de Goncourt. Un quadro vivacissimo, ricco e originale, di un intero mondo e delle monumentali figure che lo abitavano.

    € 25,50
  10. Il pedante in cucina
    1. Julian , Barnes

    Il pedante in cucina

    Accettate una sfida ai fornelli con Julian Barnes? Allora prendete una cipolla media, affettatela grossolanamente, poi saltate in padella con un filo d'olio. Sentite di avere già la vittoria nel piatto, mä quale unità di misura stabilisce le dimensioni di una cipolla? Come si riconosce una fetta «grossolana»? E quando un filo diventa una cascata? Nessuna sorpresa: per uno scrittore come Barnes anche la cucina è questione di parole e non c'è lista di ingredienti o modalità di preparazione che non si possa raccontare con acuta e raffinata comicità. Siete ancora in tempo per ritirarvi dalla gara e divertirvi degustando questo compendio di esilarante «pedanteria» culinaria. Per Julian Barnes tutto è cominciato con le carote Vichy. Dopo aver scovato un tragico errore nella ricetta ¿ era saltata una cifra ¿ per lui la diagnosi è stata subito chiara: pedanteria culinaria. E del ceppo più aggressivo, perché Barnes, a parte un precisino ai fornelli, è soprattutto uno scrittore. Per uno come lui, la cucina è anche questione di parole. Quanto è grande una cipolla «media»? E un «tocchetto»? Quando una «spruzzata» diventa una pioggia? E a quale standard si rifà la misura «a occhio»? Sono le domande che lo assillano quando, da volenteroso e coscienzioso pedante, si avvicina ai fornelli. Perché Barnes non vuole avvelenare i commensali con ingredienti improbabili o mandare a fuoco la casa con ardite modalità di cottura. Si accontenterebbe di imparare qualcosa di nuovo e far felici i suoi ospiti, in particolare Colei per la Quale il Pedante Cucina (del resto cos'è cucinare se non un deliberato atto d'amore?) Indicazioni accurate, strumenti affidabili, quantità giuste: in cucina ci vuole chiarezza e precisione. E se non le trova, il pedante scrittore si vendica con gustose pagine condite di croccante intelligenza e raffinata ironia. Dagli autori classici della narrativa gastronomica come Édouard de Pomiane e Mrs Beeton, a Elizabeth David e Jane Grigson, fino ai maestri contemporanei, Julian Barnes racconta il suo rapporto con i manuali, gli ingredienti, la spesa e ci invita da lui per una cena a base di esilarante pedanteria culinaria.

    € 24,50
  11. L' unica storia
    1. Julian , Barnes

    L' unica storia

    Un'estate dei primi anni Sessanta, rientrato per le vacanze nei sobborghi londinesi dove vive con i genitori e afflitto dalla noia placida e solitaria dei suoi diciannove anni, Paul Roberts accoglie il suggerimento materno di iscriversi al circolo del tennis. Ma al suo primo torneo di doppio, anziché con uno dei vari indistinguibili Hugo, con una delle brune coetanee Caroline che avrebbero fatto la felicità della signora Roberts, il sorteggio lo accoppia con Susan Macleod. Alta e scanzonata, sicura in campo e affascinante, Susan ha un marito, due figlie e grossomodo l'età di sua madre. Con lei Paul inizia una relazione scandalosa che lo traghetta nella vita adulta e lo cambia per sempre. «Ed è così che vorrei ricordare ogni cosa, se solo potessi», lamenta il narratore, rievocando dalla prospettiva della vecchiaia gli esordi di quella sua travolgente storia d'amore: l'euforia dell'anticonformismo, l'ebbrezza del sesso, la fuga, il nuovo inizio. Ma le storie non sono mai davvero uniche, né univoche, e nel match giocato da Susan e Paul, quello della donna navigata con il suo bel-ami non è che il primo set. Per il secondo, il narratore, abbandonata la presa diretta dell'adolescenza, sceglie lo sguardo esterno di un tu ideale, che diventa impassibile terza persona nell'ultima parte del libro. Man mano che «lo strepito dell'io» si acquieta, ci racconta della costellazione di altre storie, tutte legittimamente uniche, che circondano i due amanti: il grottesco marito di Susan, Mr E.G., per il quale Paul non è che uno dei «giovani cicisbei» di cui la consorte si attornia, le due figlie variamente ostili, il generoso amico Eric, la saggia e disillusa Joan, con il suo gin, i suoi cani e i suoi cruciverba truccati. E soprattutto la storia del rivale subdolo e invincibile con cui il giovane Paul si trova a fare i conti, fallendo. «Che cosa preferireste, amare di piú e soffrire di piú; o amare di meno e soffrire di meno?», si era chiesto il narratore in apertura del romanzo. È una domanda che i personaggi di Julian Barnes, dal Geoffrey Braithwaite del Pappagallo di Flaubert al Tony Webster del Senso di una fine, a cui L'unica storia è strettamente collegato, si sono posti spesso. Per Paul, più di cinquant'anni dopo quel primo fatidico torneo di doppio misto, la risposta sta forse nell'appunto scritto su un taccuino in gioventú e mai più depennato: «In amore, ogni cosa è al tempo stesso vera e falsa; l'unico argomento al mondo sul quale è impossibile dire insensatezze».

    € 22,50
  12. Departure(s)
    1. Julian , Barnes

    Departure(s)

    On the occasion of his eightieth birthday, one of our great novelists delivers a playful and profound work about memory, love, and the writer's endgame. "A culmination . . . shimmering with [Barnes's] silky, erudite prose; beneath the suave surface is an earnest investigation into the mysterious ways of the human heart." --The Atlantic Shortly after our narrator, a writer named Julian, begins this compact book by discussing the workings of involuntary memory, he interrupts himself with a bulletin to the reader: "There will be a story--or a story within the story--but not just yet." Of course, whether Departure(s) is mostly fiction or not, there is a lot of its author in it, including Barnes's reckoning with the blood disorder he has been living with since he was diagnosed in 2020, his long preoccupation with dying and grief, and his mordant sense of the indignities and lost opportunities we're prey to in love. The story he promises to deliver is a love story, that of two friends he met at university in the 1960s, that time of touted but rarely experienced sexual freedom. Julian played matchmaker to Stephen (tall, gangling, uncertain) and Jean (tart and attractive); as the third wheel he was deeply invested in the success of their love and insulted when they broke up. Time is swift, and forty years later, he tries again, watching as their rekindled affair produces joys, betrayals, and disappointments of a different order. "Life and memory can be so . . . quixotic, don't you find?" Barnes uses both his novelistic memory and his (real?) personal diary entries to examine not just the quixotic relationship of Jean and Stephen but his writer's eye upon it, and how his efforts in their behalf add up in the end. Having promised them he'd never write about them, he breaks the promise to fulfill one, amply, to his readers, in this delightful and poignant novelist's game that only Julian Barnes knows how to play.

    € 25,50